Si alimentano delle nostre paure.
Vorrei parlarvi dei nostri personali fantasmi, quelli che continuamente la nostra mente elabora facendoci perennemente vivere in uno stato ansioso. I fantasmi della mente, che possiamo anche chiamare ricordi, coscienza, io interiore. Questo essere invisibile che vive dentro di noi come un parassita, che si alimenta delle nostre paure ed incertezze, che si fa forte delle nostre confusioni e dei nostri inevitabili errori.
Cos’è questa coscienza, chi è questo io interiore che tutto sa e tutto controlla, questa voce silenziosa che martella la mente, questo gemello che convive con noi come un fantasma.
Sarà forse un virus? Un piccolo potente virus che prende il controllo degli esseri umani per manipolarli?
Sarà forse una diversa intelligenza non terrena che s’impossessa della nostra mente?
Sarà forse l’istinto di sopravvivenza che ci suggerisce cosa fare?
Sarà forse l’archivio storico delle nostre esistenze passate?
O sarà semplicemente il risultato di tutte quelle nozioni apprese nel corso della nostra vita?
Qualunque cosa sia, non mi piace. Non mi piace quasi tutto quello che mi suggerisce, quello che mi impone di accettare, quello che mi fa dire e pensare, per come condiziona la mia esistenza.
Perché a molti, e non a tutti, impone di essere onesti. Perché ci tormenta prima di sbagliare. Perché ci condiziona per ogni scelta. Perché ci rinfaccia le nostre colpe. Perché sa tutto sul bene e il male, e soprattutto perché non parla a tutti in maniera uguale?
Non mi piace. Non mi piace perché non è imparziale, non mi piace perché mi fa sentire suo prigioniero, non mi piace perché non è umano, non mi piace perché sa solo giudicare.
Fantasmi. Fantasmi della mente, fantasmi che si alimentano delle nostre paure, dei nostri pregiudizi, delle nostre superstizioni, delle nostre credenze, dei nostri tabù, delle tante stupide favole, delle immaginarie storie, delle ragionate illusioni, degli onori confusi, dell’ignoranza radicata, del …
Non mi piace. Non mi piace perché non mi lascia un istante solo, non mi piace perché tormenta anche queste mie parole. “Ma che stai scrivendo, lascia stare, ti giudicheranno male, pazzo, esaurito. Chi ti credi di essere, non esporti al ridicolo”.
Ebbene forse sono pazzo. Sono pazzo perché vorrei chiudere con questo maledetto essere che vive dentro di me, che condiziona ogni mio gesto, ogni mia parola, ogni mio desiderio, ogni mia ragione, ogni mia lecita aspirazione.
Fantasmi, fantasmi.
Roberta Liberalato
“Non puoi sconfiggere i fantasmi della tua mente rimanendo nella mente, devi uscire dalla tua mente ed entrare nella realtà e proprio questo, per avere attenuato il pensiero, ti permette con grande naturalezza e senza nessuno sforzo, cioè spontaneamente, di attuare il secondo potere della buddità: la presenza nella realtà"
Tratto dal libro: Come diventare un Budda in cinque settimane di Giulio Cesare Giacobbe
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